Questo è il momento che quasi tutti voi aspettate da mesi. La primavera è vicina e le prime giornate di sole sono la giusta scintilla per farvi decidere di togliere le coperture invernali e riattivare la vostra piscina.
Ma quand’è il momento migliore per scoprire la propria piscina?
L’inizio primavera è sicuramente il periodo migliore per svolgere questo tipo d’azione. Il motivo principale è uno: aspettare i primi caldi vuol dire rischiare che la temperatura dell’acqua sotto la copertura si alzi di qualche grado, attivando dei dannosi processi di alterazione delle acque che potrebbero causare la proliferazione di batteri e alghe. Il periodo Marzo-Aprile è perciò il periodo migliore per riaprire la propria piscina.
Come rimuovere la copertura della piscina?
La copertura invernale, se ben posizionata, dovrebbe aver permesso a residui, foglie e sporco di non infiltrarsi nella vostra piscina. Probabilmente al centro è presente un accumulo d’acqua creatosi con l’ultima pioggia.
Per la rimozione della copertura della vostra piscina la prima azione da svolgere è quella di eliminare lo strato grossolano di sporco presente sulla copertura e attraverso una pompa, se necessario, far defluire l’acqua in superficie. Tali depositi di acqua possono tranquillamente essere dispersi in giardino, perché non contengono sostanze chimiche essendo probabilmente residui di acque piovane.
Lo step successivo è la rimozione della copertura. È fondamentale non far entrare in contatto il telo con l’acqua mentre lo si rimuove, visto che potrebbe contaminarla e sporcarla. Per questo tipo di azione, se necessario, riempite la piscina con un po’ d’acqua in maniera da alzarne il livello e facilitare la rimozione del pesante telo. È consigliato un lavoro a più mani, quindi chiamate i vostri figli e cugini e fatevi dare una mano.
Per una corretta conservazione del telo, il consiglio è quello di pulirlo e disinfettarlo in maniera accurata utilizzando idro-pulitrice e detersivo. Occorrerà poi lasciarlo asciugare al sole. Per ripiegarlo è possibile aiutarsi con del talco, in maniera da rendere l’operazione più semplice ed agevole.
E adesso? Cosa bisogna fare per l’acqua?
Ora che la piscina è scoperta, è necessario valutare le condizioni dell’acqua al suo interno.
Le possibili soluzioni sono due: le operazioni di chiusura della piscina sono state compiute adeguatamente e l’acqua si presenta solo leggermente sporca, oppure l’acqua è completamente contaminata e verde.
Nel primo caso, se siete stati bravi ed accurati e l’acqua della piscina risulta solo leggermente sporca ma non inquinata da alghe, potete tranquillamente riattivare i sistemi di filtrazione dell’acqua e procedere con la fase di superclorazione dell’acqua.
Ma cosa bisogna fare se l’acqua in piscina è verde? Come si può eliminare tutta quest’acqua verde dalla piscina?
Nel secondo caso, ovvero quando l’acqua della piscina si presenta verde e ricca di flora batterica al suo interno con un leggero strato oleoso in superficie, l’unica soluzione praticabile è svuotare completamente la piscina per poi pulirla e disinfettarla. Questa operazione è necessaria perché l’acqua contaminata da batteri e alghe ha irrimediabilmente sporcato i bordi e il fondo della piscina, che per essere accuratamente puliti, necessitano il suo completo svuotamento.
Questi consigli sono molto utili, quindi tenete bene a mente come risolvere il problema dell’acqua verde in piscina. Ma che vi serva di lezione per l’anno successivo, dato che questo tipo di azione rappresenta un notevole spreco d’acqua, di prodotti chimici e di soldi.
Come si esegue la superclorazione dell’acqua?
La fase di superclorazione dell’acqua, o clorazione d’urto, va svolta in maniera aggressiva ogni inizio stagione e necessita di un periodo di azione di circa una settimana dove il livello di pH va controllato giornalmente, in modo da raggiungere il valore corretto e rendere la piscina adatta all’utilizzo per tutta la stagione.
Per questo tipo di trattamento bisogna sciogliere nell’acqua circa 10-15 grammi di cloro per Mq. Prima, però, bisogna assicurarsi che il pH sia inferiore a 7,6 in maniera da facilitare l’azione del cloro. Ricordatevi di compiere tale azione dopo il tramonto o durante il tramonto, altrimenti i raggi ultravioletti potrebbero alterare l’azione del cloro.
Dopo aver mescolato il cloro nell’acqua, potete azionare il sistema di filtraggio e controllare per durante i giorni successivi il valore del cloro fino a riportarlo ad un livello ottimale compreso tra 7,2 e 7,6. Durante questo tipo di trattamento è vietata la balneazione perché la presenza di cloro è superiore ai limiti consenti.
Fatto ciò, la piscina è pronta per essere utilizzata. Nel caso il trattamento non fosse stato sufficiente, si consiglia di ripeterlo e tenere sempre monitorata la situazione.
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